Il tessuto fasciale e la sua importanza

La Palestra
20.05.2018

A cura di Ester Albini

Il tessuto fasciale e la sua importanza
Per iniziare, come promesso nell’articolo precedente, voglio spiegare meglio alcune funzioni del tessuto fasciale; queste ci fanno riflettere e forse capire meglio l’importanza che ha sul nostro allenamento e gli effetti sul corpo.

Funzione di collegamento
La fascia funge da “segnaposto” per i muscoli e gli organi, e quindi stabilizza il corpo. I muscoli, gli organi e la pelle sono collegati ai tessuti circostanti tramite strutture fasciali. Una rete tridimensionale che si estende per tutto il corpo e non ha inizio né fine.

Per semplificare il concetto, ricorrerò all’immagine dell’arancia.

Prendete dunque un’arancia e tagliatela a metà; osservando la superficie tagliata, appariranno le singole aree separate dalla pelle bianca.

Così come l’arancia è circondata da una pelle bianca di tessuto cellulare, la quale contemporaneamente mantiene la consistenza e dà forma alla polpa, il nostro corpo (sotto lo strato di pelle) è circondato e ricoperto dal tessuto connettivo, detto fascia superficiale. Inoltre, l’arancia è suddivisa in spicchi e, al loro interno, in piccoli sacchetti pieni di succo; l’organismo umano è molto simile, perché ogni struttura del corpo, ogni muscolo e ogni organo sono circondati da una guaina di tessuto connettivo. Anche il succo d’arancia è analogo alla sostanza fondamentale presente nel corpo

Percezione del corpo
La percezione del corpo è una funzione di comunicazione sensoriale, incentrata più sulle strutture fasciali che, come si pensava in precedenza, sulle strutture articolari e muscolari. I recettori responsabili della nostra percezione del corpo sono presenti nella fascia fino a sei volte più numerosi rispetto ai muscoli. Questo fattore ha un’immensa importanza per l’accelerazione dei processi di guarigione, per il benessere e per l’aumento delle prestazioni.

Impatto sulla flessibilità
La rete del tessuto fasciale collega tutto con tutto. Una fascia ben idratata ed elastica permette alle strutture strettamente adiacenti di scorrere liberamente tra di loro. Un tessuto fasciale disidratato influenza in modo negativo la flessibilità; di conseguenza, riduce il benessere e le prestazioni sportive, aumentando il rischio di lesioni.

Qualità del movimento
La fascia è coinvolta in ogni movimento. La qualità di un movimento dipende dalle strutture dei muscoli e della fascia, nonché dal loro coordinamento.

Trasmissione dell’energia cinetica dei muscoli
È stato scoperto che il trasferimento dell’energia generata dai muscoli ad altre parti del corpo durante un movimento si verifica non solo tramite legamenti, tendini e capsule articolari, ma anche e soprattutto grazie alle strutture fasciali che avvolgono i muscoli. Se le proprietà di trasmissione della fascia sono buone, allora l’atleta può ottenere la massima prestazione, mentre, se la fascia non viene allenata, è possibile che queste proprietà vengano alterate e inibite, con il rischio comprensibile che la prestazione diminuisca e il pericolo di lesioni aumenti. 

Funzione di difesa
La fascia svolge un ruolo difensivo dal punto di vista immunologico. Di fatto, il sistema immunitario del nostro corpo dipende dalla qualità della fascia. In una struttura fasciale ben equilibrata e sana, i rifiuti vengono trasportati via. Nella sostanza fondamentale, simile a un gel trasparente, navigano molte cellule fagocitiche. Si tratta di spazzini che hanno la capacità di ingerire detriti e batteri cellulari e di distruggerli. In una fascia disidratata la mancanza di liquido per carenza di movimento o movimento unilaterale, inibisce la funzione di molte di  queste cellule con funzioni specifiche, che rimangono letteralmente a secco.

Trasporto e funzione nutrizionale
Dal sistema arterioso, i nutrienti vengono trasportati attraverso il tessuto connettivo nei luoghi di necessità e, viceversa, i rifiuti vengono portati attraverso il tessuto connettivo al sistema vascolare venoso o al sistema linfatico.

Causa di molti tipi di dolore
Nelle strutture fasciali ci sono molti recettori del dolore. Diversi studi mostrano una connessione diretta tra dolore mio-fasciale e percezione del corpo. Nel caso di dolore mio-fasciale persistente, la percezione del corpo nella regione del dolore è notevolmente ridotta. Se però la percezione del corpo viene migliorata in questa zona, il dolore mio-fasciale diminuisce o scompare completamente. Questi studi, motivano la diminuzione del dolore che molte persone riportano, dopo una seduta di allenamento con foam roller, palline, stick e attrezzi simili.

A questo punto forse ti incuriosisce come inserire tutto ciò in un allenamento ?
E’ il momento di spiegarti meglio cosè il Metodo F.R.E.E.


Il metodo  F.R.E.E. è basato su cinque strategie fondamentali, estratte ed elaborate a partire dai due pilastri portanti: scienza e basi empiriche.

Ti chiederai perché usare cinque strategie diverse?

Perché ogni strategia ha un impatto e uno stimolo diverso sui tessuti mio-fasciali. In questo metodo proponiamo diverse tipologie di movimenti ed esercizi fondamentali per un allenamento a 360° sulla fascia. L’allenamento è tanto vario quanto è varia la struttura fasciale.

FASCIAL = La “muta” a rete tridimensionale che ci avvolge e ci dà la forma.
REAL = Un lavoro reale e specifico sul tessuto fasciale.
Emotion = Perché il lavoro fasciale è emozionante in tutti i sensi.

L’obiettivo del F.R.E.E. è re-impostare l’integrità del sistema mio-fasciale.

Per verificare se il metodo funziona, prova a effettuare il seguente test:

  1. Assumi la posizione eretta, con i piedi alla larghezza delle anche. Ruota con la testa verso sinistra e poi verso destra, controlla fino a dove riesci a ruotare e registra le tensioni.
  2. Appoggia l’avampiede destro su una pallina sensoriale (o da tennis); fai una lieve pressione sulla pallina e inizia a rotolare massaggiando lentamente tutta la pianta del piede e poi aumenta la velocità del rotolamento. Ripeti per 10-20 volte.
  3. Adesso ripeti la rotazione con la testa. È migliorato il ROM, cioè il tuo range di movimento? Ci sono meno tensioni? Bene! Questo è solo l’inizio. Ricordati: nel F.R.E.E. l’effetto “WOW” è garantito!

In un prossimo articolo parleremo delle singole strategie e di allenamento specifico, per il momento vi lascio con lo slogan del F.Re.E .

IL MOVIMENTO INTELLIGENTE NUTRE LA MENTE
Buon allenamento, Ester Albini

La Palestra