Incontinenza e pavimento pelvico: leggere il corpo attraverso la tenségrità

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Nel modello di tensegrità biologica, il corpo non funziona come una somma di parti indipendenti, ma come un sistema continuo di tensioni e compressioni in costante dialogo.

In questo sistema, il pavimento pelvico non è una struttura periferica, ma uno dei pilastri fondamentali della stabilità globale. Quando compare l’incontinenza, il corpo non sta “fallendo” in un muscolo, sta invece comunicando uno squilibrio sistemico.

L’incontinenza non è un problema locale
Dal punto di vista neuro-miofasciale, l’incontinenza non è il risultato di un pavimento pelvico “debole”, ma il segnale di una gestione inefficiente delle tensioni all’interno dell’intero sistema corporeo.

Il pavimento pelvico lavora in sinergia con:
– il diaframma respiratorio
– la parete addominale profonda
– la colonna vertebrale
– le Linee miofasciali anteriori e posteriori
Quando questa rete perde coerenza, la stabilità globale si riduce. Il corpo cerca strategie compensatorie e, spesso, il primo punto a cedere è proprio il pavimento pelvico.
Intuizione chiave: l’incontinenza non è un fallimento muscolare isolato, ma un segnale di uno squilibrio nel modo in cui il corpo organizza stabilità ed energia.

Il collasso del pavimento pelvico ha effetti a cascata
Nel modello di tensegrità, se un nodo perde tensione, l’intera struttura si riorganizza. Lo stesso accade nel corpo. Un pavimento pelvico che non riesce più a modulare carico, pressione e risposta neuromotoria può portare a:
– perdita di stabilità globale
– sensazione di “cedimento” o mancanza di energia
– aumento delle tensioni compensatorie in altre zone
– alterazioni della funzione sessuale
– rigidità respiratoria e posturale
Intuizione chiave: il collasso funzionale del pavimento pelvico non riguarda solo la zona pelvica, ma compromette l’equilibrio dell’intero sistema corporeo.

Perché gli esercizi isolati non bastano
Allenare il pavimento pelvico in modo isolato, fuori dal contesto del movimento e della respirazione, significa non rispettare la sua funzione reale.
Il pavimento pelvico:
– non lavora mai da solo
– risponde a variazioni di carico
– si adatta al movimento
– dialoga costantemente con il sistema nervoso
Decisione fondamentale: per una vera salute del pavimento pelvico è necessario un approccio olistico, intelligente e integrato, che superi la logica del “contrai-rilassa” isolato.

Pilates Miofasciale: allenare il complesso, non il singolo
Il Pilates Miofasciale offre un contesto ideale per questo tipo di lavoro perché:
– integra respiro, stabilità e movimento
– rispetta le linee miofasciali
– stimola la connessione neuro-motoria
– allena il pavimento pelvico nel gesto funzionale, non in isolamento
Nel Pilates Miofasciale non si lavora sul singolo muscolo, ma sul complesso organizzato del corpo. Il pavimento pelvico viene allenato come parte di un sistema che sa adattarsi, reagire e sostenere. L’obiettivo non è “stringere di più”, ma stabilizzare meglio. Non è aumentare la tensione, ma ridistribuirla in modo efficiente.

In conclusione
L’incontinenza è un sintomo, non il problema. È un messaggio chiaro del corpo che chiede integrazione, coordinazione e intelligenza nel movimento. Attraverso un approccio basato sulla tensegrità e sul Pilates Miofasciale, possiamo restituire al pavimento pelvico il suo ruolo naturale: non un muscolo da correggere, ma una funzione centrale da reintegrare nel sistema.

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Ester Albini