Il piede “parla” al cervello

Il piede parla al cervello

Ogni passo invia informazioni al sistema nervoso centrale! La pianta del piede è una delle aree con più alta densità di meccanocettori del corpo: Pacini, Ruffini, Merkel.
Questi recettori inviano informazioni continue a:

  • midollo spinale
  • cervelletto
  • corteccia sensori-motoria

Il cervello utilizza questi input per regolare tono muscolare, equilibrio e assetto posturale.

Dal punto di vista miofasciale, la fascia plantare è in continuità con la linea superficiale posteriore. Un’alterazione dell’appoggio può influenzare l’intera linea: tendine d’Achille, tricipite surale, ischiocrurali, bacino, colonna vertebrale. Quando il piede appoggia in modo inefficiente, il sistema nervoso adatta tutto il resto: caviglia → ginocchio → bacino → colonna → testa.

Durante la camminata, ogni fase dell’appoggio modula in modo specifico la tensione fasciale, l’attivazione neuromuscolare, la distribuzione dei carichi lungo le linee miofasciali.

Una camminata rigida e poco variabile riduce lo stimolo propriocettivo:
– il sistema nervoso risponde con strategie di compenso
– aumento del tono, rigidità fasciale e tensioni a distanza

Una camminata consapevole e sensorialmente ricca
– migliora l’organizzazione posturale e l’efficienza del movimento
– favorisce lo scorrimento fasciale, l’economia energetica e il benessere globale

Non è solo come stai in piedi ma é come cammini ogni giorno. La postura non si corregge, si regola a partire dagli input di base e il piede è uno dei più potenti!

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Laura Scocchi – Fascial Team