Massaggio miofasciale

massaggio miofasciale

Massaggio miofasciale: quando lavoriamo con il release l’obiettivo è proprio questo!
Per anni ci hanno insegnato che la pelle serve “solo” a proteggerci e a percepire il mondo esterno.
Poi la ricerca ha iniziato a raccontarci un’altra storia.
Una storia che, nel mio lavoro quotidiano, vedo accadere ogni giorno.

La pelle non è solo un rivestimento. È un organo sensoriale interocettivo, profondamente connesso al sistema nervoso.

Oggi sappiamo che nella pelle esistono recettori tattili a conduzione lenta, le fibre C interocettive.
Quando vengono stimolate — attraverso un tocco lento, un contatto consapevole, un lavoro di release miofasciale — non servono a controllare il movimento o a riconoscere una direzione…Servono invece a regolare il sistema nervoso.

Dal punto di vista neurobiologico, queste informazioni non viaggiano verso le classiche aree propriocettive, ma arrivano alla corteccia insulare, il centro dell’interocezione.
È qui che il cervello costruisce la percezione dello stato interno: sicurezza, benessere, presenza.

Uno studio chiave di Löken et al. (2009) ha mostrato che una carezza lenta e delicata attiva selettivamente le fibre C e la corteccia insulare, generando una sensazione di benessere anche in assenza di una chiara percezione spaziale del tocco. Non è suggestione. È neurobiologia.

Più recentemente, Crucianelli et al. (2018, 2021) hanno confermato e ampliato questi risultati, dimostrando che la stimolazione afferente delle fibre C tattili è strettamente legata alla regolazione emotiva, alla percezione di sicurezza e alla modulazione del sistema nervoso autonomo.
In altre parole: il contatto lento e consapevole non agisce solo sulla pelle, ma influenza direttamente come il corpo si sente “da dentro”.

Ed è per questo che, quando lavoriamo con il release, l’obiettivo non è solo sciogliere la fascia.
L’obiettivo è cambiare la qualità dell’informazione che pelle e tessuti miofasciali inviano al sistema nervoso.

La fascia non è solo struttura. È comunicazione.
È relazione continua tra tessuto, sistema nervoso ed emozione.

Quando una persona, durante un release, ci comunica:
“Mi sento più presente”
“Respiro meglio”
“Il corpo è più leggero”
Significa che stiamo osservando un cambiamento interocettivo. Ed è da lì che nasce un movimento più libero, più efficiente, più resiliente.

Se vuoi allenare non solo il movimento, ma anche la qualità della percezione interna, il lavoro neuro-miofasciale parte da qui: dal contatto, dal release consapevole, dall’ascolto profondo del corpo.

Stay FREE Train different. Train neuro-miofasciale.
Ester Albini