Dal sensory input alla risposta motoria
Nel primo articolo abbiamo visto che il piede non è semplicemente una base d’appoggio. È un organo sensoriale.
Migliaia di informazioni provenienti dal contatto con il terreno raggiungono continuamente il sistema nervoso e contribuiscono all’organizzazione dell’equilibrio, della postura e del movimento.
Ma c’è una domanda ancora più interessante: possiamo modificare ciò che il piede sente?
E, se modifichiamo l’input sensoriale, può cambiare anche il modo in cui il corpo organizza il movimento? La risposta è più interessante di un semplice sì o no.
I RECETTORI NON SONO SENSORI “FISSI”
Nella cute plantare troviamo quattro grandi classi funzionali di afferenze meccanocettive a bassa soglia:
FAI → Meissner
FAII → Pacini
SAI → Merkel
SAII → Ruffini
Queste afferenze rilevano caratteristiche differenti della deformazione meccanica della cute e contribuiscono a fornire al sistema nervoso informazioni sul contatto con il terreno, sulle variazioni di pressione e sulle modificazioni che avvengono durante il carico.
Ma la loro risposta non dipende soltanto dalla presenza o assenza di uno stimolo. La sensibilità del sistema può essere influenzata anche dalle condizioni in cui lo stimolo viene applicato. Ed è proprio qui che una ricerca pubblicata nel 2026 aggiunge un tassello molto interessante.
UN NUOVO STUDIO: ANCHE LA TEMPERATURA MODIFICA LA RISPOSTA SENSORIALE
Nel 2026 Howe e colleghi hanno registrato direttamente, attraverso microneurografia, l’attività di singole afferenze Aβ provenienti dalla pianta del piede.
I ricercatori hanno applicato compressioni simili a quelle sperimentate dal piede durante il carico e hanno confrontato la risposta prima e dopo il riscaldamento della cute plantare.
Sono state studiate 37 afferenze appartenenti alle quattro classi principali. Dopo l’aumento della temperatura cutanea, alcune popolazioni afferenti hanno mostrato un aumento della risposta.
In particolare, sono aumentate le risposte statiche di SAI e SAII e le risposte dinamiche di FAI, SAI e SAII. Questo dato è importante.
Non significa che “scaldare il piede migliora automaticamente il movimento”. Significa qualcosa di più preciso: la sensibilità delle afferenze cutanee plantari può essere modulata dalle condizioni della cute.
L’informazione sensoriale non è quindi un elemento completamente immutabile.
DAL RECETTORE AL MOVIMENTO
Ed è qui che dobbiamo evitare un errore frequente. Modificare l’attività di un recettore non significa automaticamente migliorare un movimento. Il sistema nervoso deve:
ricevere l’informazione → integrarla → attribuirle un significato → organizzare una risposta.
Per questo nel Neuro Myofascial Training non cerchiamo semplicemente di “stimolare più recettori”.
Cerchiamo di offrire al sistema informazioni differenti e osserviamo cosa ne fa.
INPUT → INTEGRAZIONE → OUTPUT
Una texture.
Una pressione.
Una variazione del carico.
Una superficie differente.
Una variazione della temperatura.
Un movimento dell’alluce.
Una modifica della velocità.
Sono tutti stimoli meccanici o contestuali differenti.
Ma la domanda non dovrebbe essere: “Quale recettore sto attivando?” La domanda più interessante è: “Come risponde il sistema a questo input?”
Perché non possiamo isolare volontariamente un corpuscolo di Pacini o una terminazione di Ruffini semplicemente scegliendo una pallina o una determinata pressione.
Le popolazioni afferenti lavorano insieme e la risposta dipende da intensità, velocità, durata, localizzazione e caratteristiche dello stimolo.
DALLA TEORIA ALLA PRATICA
Possiamo quindi utilizzare il lavoro sensoriale non come una ricetta, ma come un’esplorazione. E qui entra un principio fondamentale:
TEST → STIMOLO → RETEST
Prima osserva.
Poi modifica l’input.
Infine osserva nuovamente.
Non devi chiederti soltanto: “Lo sento di più?” Chiediti: “Mi muovo diversamente?”
ESERCIZIO 1 – FOOT SENSORY MAPPING
Stai in piedi scalzo. Prima di muoverti, ascolta semplicemente il contatto del piede con il terreno. Dove senti maggiore pressione? Tallone? Primo metatarso? Quinto metatarso? Dita? Parte mediale o laterale?
Ora sposta lentamente il peso avanti, indietro e lateralmente senza sollevare il piede. Non cercare di creare un “appoggio perfetto”. Esplora. Lascia che il sistema riconosca come cambia la pressione sotto il piede.
TEST
Prima e dopo prova:
- equilibrio monopodalico;
- squat;
- rotazione del tronco;
- mobilità della caviglia.
È cambiato qualcosa?
ESERCIZIO 2 – CAMBIA L’INPUT SENSORIALE
Utilizza una pallina sensoriale o una superficie con una texture differente. Lavora inizialmente su un solo piede. Non serve schiacciare forte. Muovi lentamente il piede sulla superficie variando posizione, pressione e direzione per circa 30–60 secondi. Poi torna in piedi. Non fare subito un altro esercizio.
Ascolta.
Come percepisci il piede stimolato rispetto all’altro?
Il contatto con il terreno è diverso?
La distribuzione del peso è cambiata?
Poi ripeti il tuo test.
TEST → STIMOLO → RETEST
Attenzione:
non stiamo “rompendo aderenze”.
Non stiamo “sciogliendo la fascia”.
E non possiamo affermare di avere attivato selettivamente Pacini, Ruffini, Merkel o Meissner.
Abbiamo modificato l’input sensoriale. Ora osserviamo cosa fa il sistema con quella nuova informazione.
ESERCIZIO 3 – DAL SENSORY INPUT ALLA PROPULSIONE
Adesso trasformiamo la percezione in movimento. In piedi, percepisci il contatto del piede con il terreno. Sposta lentamente il peso in avanti. Lascia che il tallone inizi a sollevarsi. Permetti all’alluce di andare progressivamente in estensione. Senti come cambia la pressione sotto l’avampiede. Poi ritorna. Ripeti lentamente alcune volte.
Successivamente aumenta la complessità: standing → calf raise → step → push-off → walking.
Ora il sistema deve utilizzare le informazioni provenienti dalla superficie plantare mentre contemporaneamente gestisce carico, equilibrio e propulsione.
Qui il lavoro sensoriale incontra la biomeccanica. L’estensione dell’alluce contribuisce al Windlass Mechanism, la fascia plantare aumenta la propria tensione e il piede modifica le proprie caratteristiche meccaniche per diventare una leva più efficace nella propulsione. Ma tutto questo avviene mentre il sistema nervoso continua a ricevere e integrare informazioni dal terreno.
SENSORIALITÀ + CARICO + MOVIMENTO. È questa integrazione che ci interessa.
NON CERCARE UNA RISPOSTA UGUALE PER TUTTI
Questo è forse il concetto più importante. Lo stesso stimolo può produrre risposte differenti in persone differenti. Una pallina può migliorare temporaneamente la percezione o un determinato test in una persona e non modificarlo in un’altra. Una texture può essere utile in un determinato compito e irrilevante in un altro. Anche la letteratura sulle strategie di stimolazione plantare mostra che gli effetti dipendono dal tipo di stimolo, dalla popolazione e dal compito motorio.
Per questo:
Non innamorarti dell’esercizio.
Osserva la risposta.
PERCEPIRE → INTEGRARE → ADATTARE → MUOVERE
L’obiettivo non è avere un piede che “sente tantissimo”. L’obiettivo è avere un sistema capace di utilizzare le informazioni disponibili per organizzare una risposta efficace. Per questo nel Neuro Myofascial Training non separiamo sensorialità e movimento.
Percepiamo per muoverci.
Ci muoviamo per ricevere nuove informazioni.
E attraverso questa relazione il sistema continua ad adattarsi.
Prima di rinforzare.
Prima di correggere.
Prima di decidere quale esercizio serve.
Fermati un momento e chiediti:
COSA STA SENTENDO IL PIEDE?
E subito dopo:
COSA FA IL CORPO CON QUELL’INFORMAZIONE?
Questa è la differenza tra stimolare un piede e allenare un sistema.
RIFERIMENTI SCIENTIFICI
- Howe EE, Apollinaro M, Reeves J, Nester C, Bent LR. Low-threshold cutaneous mechanoreceptors on the foot sole have enhanced sensitivity when skin temperature is elevated. The Journal of Physiology. 2026. doi:10.1113/JP290676.
- Strzalkowski NDJ, Peters RM, Inglis JT, Bent LR. Cutaneous afferent innervation of the human foot sole: what can we learn from single-unit recordings? Journal of Neurophysiology. 2018;120(3).
- Viseux FJF. The sensory role of the sole of the foot: Review and update on clinical perspectives. Neurophysiologie Clinique. 2020.
- Lowrey CR, Strzalkowski NDJ, Bent LR. Cooling reduces the cutaneous afferent firing response to vibratory stimuli in glabrous skin of the human foot sole. Journal of Neurophysiology. 2013.
- Machado MS et al. Short-term foot warming impacts foot sensitivity and body sway differently in older adults.2023.
- The effects of plantar surface stimulation on neuromuscular responses during standing balance and gait in healthy and clinical populations: A systematic review. Journal of Electromyography and Kinesiology. 2025.


